Per i condomìni la misura torna operativa, con tempi stretti e una concorrenza più alta sulla quota riservata ai privati.
La riapertura del portale riattiva uno strumento molto utile anche per i condomìni
Con la riapertura del Portaltermico 3.0, annunciata dal GSE per il 13 aprile 2026 alle ore 12:00, i condomìni tornano a poter presentare le istanze per gli incentivi in conto capitale previsti dal nuovo Conto Termico. In questa fase, però, il sistema consente l’invio delle domande esclusivamente in accesso diretto, cioè dopo la conclusione dei lavori; la regola generale resta quella della presentazione entro 90 giorni dalla data di fine intervento.
Per gli amministratori di condominio il dato è tutt’altro che secondario, perché consente di rimettere in movimento pratiche rimaste sospese durante il fermo della piattaforma e di valorizzare interventi già eseguiti sulle parti comuni o sugli impianti centralizzati, in un quadro che continua a finanziare efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti.
Meno risorse per i privati: per i condomìni conta ancora di più arrivare con una pratica impeccabile
Il punto più sensibile riguarda la rimodulazione dei limiti di spesa annua cumulata. Con decreto direttoriale MASE n. 72 del 10 aprile 2026, il plafond complessivo del Conto Termico per il 2026 è rimasto fermo a 900 milioni di euro, ma la ripartizione interna è cambiata: 450 milioni sono stati destinati alle amministrazioni pubbliche e 450 milioni ai soggetti privati, con un trasferimento di 50 milioni dalla quota dei privati a quella della PA.
Per i condomìni, che rientrano nell’area dei soggetti privati, ciò non significa la chiusura della misura, ma un contesto più competitivo, nel quale tempestività, correttezza documentale e solidità tecnica dell’istruttoria diventano ancora più decisive. In termini operativi, l’amministratore e i professionisti incaricati devono quindi trattare la domanda non come un adempimento successivo ai lavori, ma come una fase da preparare già durante la progettazione e l’esecuzione dell’intervento.
La disciplina transitoria tutela le domande bloccate e il catalogo GSE può velocizzare le nuove richieste
La ripartenza del portale è accompagnata da misure transitorie di grande rilievo pratico. Il GSE ha chiarito che, se il termine ordinario dei 90 giorni cadeva nel periodo di sospensione del portale compreso tra il 3 marzo e il 12 aprile 2026, la domanda beneficia di una proroga di 40 giorni. Inoltre, per le richieste con data di fine lavori compresa tra il 25 dicembre 2025 e il 12 aprile 2026, in fase di presentazione dell’istanza può essere indicata come “data di conclusione dell’intervento” la stessa data di invio della domanda, esclusivamente per superare gli effetti del blocco temporaneo della piattaforma.
A questo si aggiunge la pubblicazione, il 15 aprile 2026, dei cataloghi GSE degli apparecchi prequalificati per pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa, sistemi solari termici e scaldacqua a pompa di calore: uno strumento che, anche in ambito condominiale, può semplificare la predisposizione della pratica e ridurre il rischio di errori in fase di domanda.

